C' erano una volta due amanti.
Come intrappolati in una stanza con poca luce e dalle finestre chiuse, essi vedevano poco e male cio' che era dentro, sconoscevano cio' che accadeva fuori. La stanza era vuota, soltanto le due figure che la popolavano erano presenti/assenti. Assenti perchè la visuale era ridotta dalla luce fioca che illuminava la camera solo a tratti. Buio e luce. Luce e buio. Fasi che si alternavano troppo in fretta per far si che essi potessero goderne genuinamente.
La vista, piano piano, si abituo' all'oscurità finche' non divennero ciechi. Ma questo non importava ai due anonimi amanti che non se ne accorsero neanche, perchè essi continuavano a vedere nella mente l'unica immagine di cui a loro interessava: il viso e il corpo dell'altro.
Tutto il resto allora svani'. Restò solo il loro amore corrotto in una stanza povera e scura, dall'aria viziata. Rimasero soli perchè volevano esserlo. Dietro i vetri correnti d'aria fresca spingono e fremono: desiderano entrare, ma non sono bene accette.
Gli amanti morbosi sono così: desiderano sempre più il consueto, uccidono il desueto, escludono il circostante.
Sulle mura della stanza c'è un interruttore colorato di rosso. Premendolo, porte e finestre verrebbero splalancate d'un colpo. Il resto del mondo verrebbe coinvolto nel gioco del loro altalenante sentimento e questo non farebbe che apportare al loro legame benefici e stabilità.
Sul bottone c'è scritto Altro. Lo premeranno?