|
Sono in tanti. Troppi. Folla non è la parola adatta per individuarli: è un termine che sa di caos e movimento. Qui, invece, regna la stasi e l'immobilità. Individui inermi avanzano su di una strada larga, dai limiti perfettamente tracciati. Limiti che chi la percorre crede, o vuole credere, invalicabili. I passi si susseguono lenti e regolarmente sempre uguali, su traiettorie già progettate chissà da chi, chissà quando... Nulla turba il loro pesante proseguire; l'inerzia è il loro motore.
Difficile stabilire da quanto tempo la macabra marcia si protrae, facile dire fino a quando: un grosso ostacolo si interpone tra il gregge di uomini e la presunta meta. Continuare per la via adesso è impossibile. Stop, tutti fermi. Le loro menti atrofizzate, così come i loro corpi, non sono in grado di elaborare soluzioni alternative.
Ma ecco che alcuni di essi cominciano a muoversi smaniosi. In una frazione di secondo saltano oltre i confini della strada già tracciata e iniziano a correre alla ricerca di nuovi, più veri, sentieri. Sono in pochi, pochissimi rispetto alla massa di coloro che preferiscono attendere assopiti. Non è detto che essi troveranno la meta: magari non perverranno subito alla tappa finale o forse non ci riusciranno mai. Ma cio' non muterebbe il valore dei loro slanci, anzi non farebbe che renderli ancora più nobili, perchè disinteressati.
Essi, filosofi del pericoloso forse, sanno guardare le cose da diverse e personali angolazioni, non si arrendono al Dato e cercano il Nuovo. Nella folle corsa assaporano qualcosa che gli altri nemmeno hanno il coraggio di sognare: l'ebbrezza della libertà. Si sentono levare urla di liberazione, che ridestano un poco anche gli animi di coloro che hanno preferito fermarsi. Urla che, nonostante il poco fiato a disposizione, dicono all'unisono : RIFUGGIAMO LA BANALITA'!!
Alla base del pensiero eracliteo vi è la distinzione degli uomini in due categorie: gli svegli e i dormienti. I primi sono coloro che sanno indagare a fondo la propria anima e sanno cogliere le leggi autentiche del mondo. I secondi, per Eraclito "i più", sono uomini superficiali, comuni, che dormono un profondo sonno mentale.
Voi, da che parte state? |