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September 11
X e Y
Che X è in relazione ad Y si dice in due modi diversi:
a) X e Y sono in relazione come lo sono i contrari;
b) X e Y sono in relazione come lo è la conoscenza rispetto a ciò che è conosciuto.
Primo tipo di relazione. Caldo/freddo, bene/male, maschio/femmina, etc... L'esistenza delle entità in relazione è dipendente dalla relazione stessa, in quanto nessuna delle due entità può esistere senza l'altra. I due termini della relazione o esistono simultaneamente o semplicemente non esistono.
Secondo tipo di relazione. Qui, invece, l'esistenza dei termini non si esaurisce nella relazione. X e Y esistono l'uno indipendentemente dall'altro. Ciò che è conosciuto esiste a prescindere dal fatto che se ne abbia conoscenza oppure no; se non c'è conoscenza nulla impedisce che ci sia qualcosa da conoscere.
Così Aristotele definisce la "relazione"(essere rispetto a qualcosa).
Non vi sembra che questo modello possa applicarsi anche alle relazioni interpersonali?
Comments (11)
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sono perfettamente d'accordo con al roberta di essun nome!!! :-) per amare , amarsi in modo valido duraturo meraviglioso è necessario mantenere la propria individualità. il proprio punt di vista le proprie opinioni.. la propria personalità e basare il rapporto di relazione alal aAristotele, sulal condivisione di pensieri, azioni, e pensieri... dove cpondivisione significa utilizzare le cose ke cono in comune ma a cui si è giunti indipendentemente come i mattoni del rapporto stesso...
grazie al mio Max ke mi ha permesso di scoprirlo e di iniziare un rapporto meraviglioso proprio su questo mattone :-)
Basta che la relazione non si esaurisca nella fusione intrinseca fra X e Y e che dunque non esista più X e Y ma solo XY... dando vita a"icsilon"inizia la fine: automaticamente il mondo circostante viene risucchiato in un vortice creato dalla morbosità del loro pseudo-amore e non restano che loro due. Soli, creatori di un copia e incolla di anime e essenze che al momento di unirsi si sono fuse e hanno perso la propria identità.
Dunque basta fare attenzione a cosa si diventa.
Complimenti Roby per il commento..concordo come vedi pienamente.
PUn abbraccio piciullosissimissimamentosamente piciulloso
Sono d'accordo con Claudio quando dice che una vita da soli è quanto di più triste si possa immaginare e credo che chi sostenga di non aver bisogno degli altri sia invece proprio colui il quale ne ha più bisogno perchè evidentemente la sua esperienza di vita è stata tale da fargli preferire la solitudine alla condivisione ma quasi certamente nel profondo del cuore sente anche lui il bisogno di un qualcosa che manca.
Non sono però del tutto d'accordo.
In effetti io propendo più per il secondo tipo di relazione (elaborato da Aristotele e portato alla nostra conoscenza da Mari).
X e Y Devono esistere indipendentemente. Soprattutto nei rapporti sentimentali.
Due persone possono davvero essere l'uno la metà dell'altro...ma se la loro esistenza si esaurisse nel rapporto di coppia, ciò significherebbe che non esistono come singoli individui e di conseguenza sono privi di una personalità che sia davvero loro e non della coppia. Se si vuole "Stare insieme" in questo modo, bisogna essere consapevoli che così facendo si renderà arida la relazione amorosa instaurata con il proprio partner.
Se io non ho una mia personalità non avrò nulla da offrirti e se anche tu non avrai nulla da offrire a me...come si fa a Vivere insieme?
La risposta al quesito posto da Mari credo dunque che sia una via intermedia: non rifugiatevi nella solitudine qualunque cosa vi sia capitata nella vita e soprattutto non fatelo per paura; ma se volete sperare in una relazione serena e sperare di condividere la vostra Vita con qualcuno..imparate prima a stare bene con voi stessi, raggiungete l'equilibrio interiore e assicuratevi di avere qualcosa da offrire alla vostra metà...che pensate di aver già incontrato o che è ancora nascosta in qualche angolo del mondo...
ciao....come va....bello il tuo blog.....mi trovavo a passare di quà e ho pensato di lasciarti un commento....passa pure quando vuoi...anche se il mio blog non è bello come il tuo.....ciao ciao..
Ciao rieccomi di nuovo qui nel tuo meraviglioso blog,certo che fai sempre interessanti discussioni tu....ihih...solo ke non vorrei riempirti il tuo blog dei miei commenti,magari ti darebbe fastidio....cmq stavolta non sono qui x darti la mia opinione sull'argomento,ma xk volevo aggiungerti nel mio elenco di amici su msn,visto ke mi piacerebbe molto chiacchierare con te sulle due cose ke mi piacciono di +,ovvero:filosofia e ligabue...ai quali a quanto pare,dedichi molto interesse...il contatto è Alexander_13@hotmail.it
mi farebbe molto piacere,cmq sia ti ringrazio x essere passata da me e auguro anke a te una buona giornata
Se si crede nel destino, si può anche pensare che due persone siano fatte l'una per l'altra, in modo da esistere per far esistere l'altro. Esistono persone con una sintonia vitale unica, quasi da far pensare di conosersi da sempre. Un po come la leggenda di Zeus che divise gli uomini e le donne che originariamente erano uniti in un corpo solo (un po come una mela tagliata a metà). Non confondiamole però con quelle che forzatamente vogliono credere di esserlo, per dar forza e motivazione a qualcosa di molto debole e scialbo in realtà...
Alcune persone invece, esistono indipendentemente da tutti. Credo che sia l'insieme più solitario di due... In questa vita, come si fa a vivere da soli? Come si può odiare chiunque? Come si può dire che la gente fa schifo e che si è soli? Sfortuna di non aver mai incontrato belle persone? Insoddisfazione? Rabbia? O semplicemente motivazioni insite nel triste ego di queste anime solitarie, cosi, per destino o senza ragione?